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Composizione in Macrofotografia

Cenni di composizione in macro-fotografia

 



La composizione e’ uno degli aspetti piu’ importanti da tenere in considerazione per ottenere una buona macro-fotografia. Comporre significa scegliere, armonizzare, guidare l’occhio dell’osservatore. Si tratta di una questione prettamente culturale ed istintiva che, però, si può imparare ad affinare e migliorare almeno per ciò che concerne i canoni classici. In macrofotografia, al pari di altri generi fotografici, la disposizione del soggetto all’interno del fotogramma non deve essere lasciata al caso, ma deve essere il frutto di un’attenta analisi nei confronti della situazione che ci si appresta a fotografare e a come la si vuole rappresentare. Il primo passo da compiere e’ l’individuazione di un centro d’interesse della scena che abbiamo davanti agli occhi.
Nella maggior parte dei casi coinciderà con il soggetto principale o con la parte di esso che il fotografo decide di porre in evidenza rispetto al resto. E’ proprio in questo momento che risulta utilissimo, prima di compiere ogni altra azione, esaminare la scena che si ha davanti da piu’ angolazioni, per cercare di trovare la posizione piu’ adatta per valorizzare il soggetto.
Naturalmente la disamina della scena dovra’ tener conto anche del tipo di inquadratura che piu’ si addice a cio’ che vogliamo ottenere e alla struttura e posizione del soggetto: potrà dunque presentarsi davanti a noi la scelta se scattare in verticale o in orizzontale, con risultati completamenti diversi.


Le linee orizzontali infatti tipicamente comunicano calma e pacatezza, mentre quelle verticali accentuano la drammaticità della scena e causano “sospensione” nell’osservatore. C’e’ un attrezzo che senza dubbio dovrebbe far parte del corredo di un macrofotografo, e lo si puo’ definire come il miglior ausilio compositivo: stiamo parlando del treppiede, sia esso dotato di testa incorporata che smontabile, per montarvi quella che piu’ ci aggrada e che riteniamo piu’ utile nelle svariate situazioni.
L’importante e’ che esso sia stabile e robusto, che permetta il capovolgimento della colonna centrale per effettuare riprese rasoterra e che abbia gambe che abbiano una grande angolazione di apertura. Non appena abbiamo deciso quale debba essere il soggetto della nostra foto, quale aspetto di esso porre in evidenza, se scattare in verticale o in orizzontale, dobbiamo decidere come disporlo all’interno del fotogramma.




Cio’ che comunemente si cerca di evitare e’ una foto che non comunichi alcuna sensazione di dinamismo, ossia dobbiamo evitare di comporre la foto in maniera statica. Il piu’ delle volte cio’ avviene nel momento in cui si pone banalmente il soggetto al centro del fotogramma. Il punto di partenza per antonomasia per ottenere una foto dinamica, che comunichi sensazioni visive di movimento, e’ disporre il soggetto in corrispondenza di uno dei quattro punti nodali (ideali) del fotogramma, che si ottengono applicando la cosiddetta regola dei terzi. Idealmente, dividiamo il fotogramma in tre porzioni uguali, sia in verticale che in orizzontale. I punti di intersezione delle ideali linee di divisione saranno quelli in corrispondenza dei quali disporre il soggetto.
Naturalmente questa appena enunciata e’ una sorta di linea guida, non e’ da considerarsi come un dictat. Sara’ cura del fotografo, ricorrendo alla propria creativita’ e particolare visione della scena, cercare di comporre la foto nel miglior modo possibile. Un appunto interessante, relativo al modo di lettura dell’immagine, e’ quello che puo’ ricondursi ad un aspetto tipico della nostra cultura: quello dell’approccio visivo , che va da sinistra a destra: cerchiamo l’inizio di qualcosa a sinistra e la fine a destra ( per questo una linea obliqua che dal basso sale verso l’alto simboleggia una salita).
Oltre al criterio della regola dei terzi, uno dei piu’ classici criteri compositivi, derivante dal mondo classico, e’ quello della sezione aurea: la regola prevede che l’immagine debba essere divisa secondo un rapporto di 5:8, posizionando le parti importanti del soggetto nelle zone che risultano da tale operazione di divisione.



Ancora, un criterio compositivo che dona dinamismo all’immagine, e’ quello che prevede lo sfruttamento delle diagonali del fotogramma, facendo in modo che parti del soggetto, ad esempio, si collochino lungo queste diagonali. Esistono varie forme ed esempi di costruzione geometrica dell’immagine, tutti riconducibili ai canoni classici dell’arte e dell’architettura rimasti pressoché invariati dai tempi dei greci antichi fino ai giorni nostri. Per quello che riguarda la fotografia a colori si devono tenere in considerazione alcuni fattori fondamentali nella composizione dell’immagine.
Innanzitutto il valore di contrasto del soggetto rispetto allo sfondo: il soggetto deve essere ben delineato e riconoscibile e “staccarsi” il più possibile dallo sfondo, che dovrebbe essere sfocato il piu' possibile. Il secondo importante elemento è il contrasto colore: i colori della fotografia devono essere il più armonici e compatibili possibile (e possibilmente pochi). La resa dei colori varia sensibilmente a seconda degli accostamenti cromatici e così la sensazione che ne trae l’osservatore.
Per la macrofotografia occorre ancora tenere in considerazione la luminosità della scena che deve essere il più uniforme possibile. In ogni caso non ci devono essere parti più luminose del soggetto che potrebbero distrarre l’osservatore dal centro della foto. In caso di fotografie in bianco e nero andrà inoltre considerata la composizione tonale ovvero la corretta distribuzione della gamma delle luci all’interno del fotogramma. Tutto cio’ che e’ stato detto in merito alla composizione e’ solo un piccolo assaggio di questo vastissimo argomento, ma si spera possa servire da linea guida nella maggior parte dei casi.


 
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