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Flash e macrofotografia
La macrofotografia e' il genere fotografico di elezione ove utilizzare diaframmi chiusi, di solito oltre f/10, perche' la necessita' maggiore per un macrofotografo e' quella di ottenere una buona profondità di campo e fare in modo che il soggetto ( esempio un insetto, farfalla o libellula) sia, nei limiti del possibile e nelle intenzioni del fotografo, il piu' possibile nitido.
Oltre alla nitidezza e alla profondità di campo, il macrofotografo deve fare i conti con i dettagli del soggetto, e ognuno di noi sa che solo scattando a sensibilita' ( iso ) basse, preferibilmente 100 iso, si avra' il massimo del dettaglio possibile.
Quanto detto sopra porta di conseguenza ad avere dei tempi di otturazione piuttosto lenti, e a cio' si puo' ovviare in diversi modi: io preferisco lavorare sfruttando la sola luce naturale, ad esempio, aspettando con pazienza che il soggetto sia immobile, oppure e' necessario utilizzare il flash, o lampeggiatore elettronico.
In macrofotografia il flash puo' essere utilizzato in diversi modi e sfruttando diversi modelli in commercio: se da un lato i flash anulari sono teoricamente piu' indicati per questo genere fotografico, dall'altro lato nella realta' essi producono una illuminazione abbastanza piatta e artificiale, con una assenza quasi totale di ombre, il che non e' a mio parere molto apprezzabile.
Il flash anulari sono ottimi invece per fotoriproduzioni di gioelli preziosi, minerali o piccolissime pietre o ingranaggi di orologi, e infine per utilizzi scientifici in campo medico, ad esempio sono utilissimi per il lavoro degli odontoiatri.
Esistono inoltre piccoli flash appositamente studiati per la macrofotografia, che possono essere utilizzati proficuamente con i nostri obiettivi macro: si tratta ad esempio dei kit prodotti e commercializzati da Nikon e Canon, rispettivamente il Nikon kit flash macro R1 e il Canon Flash macro Twin Lite MT 24-
Indipendentemente dal flash utilizzato, possiamo dire che in macrofotografia le tecniche piu' importanti che utilizzo e che secondo me sono quelle che danno piu' vantaggi se desideriamo utilizzare il flash sono quelle del fill in e della sincronizzazione sulla seconda tendina, che vanno molte volte di pari passo.
Se non possiamo o non vogliamo utilizzare i pannelli diffusori o riflettenti e la nostra scena presenta contrasti troppo marcati, per cui esponendo normalmente o peggio compensando l'esposizione in presenza di sola luce ambiente abbiamo ombre troppo chiuse o alte luci pelate, possiamo e dobbiamo utilizzare il flash in fill in e sincronizzato sulla seconda tendina.
Sincronizzando il lampeggiatore sulla seconda tendina, il lampo partira' un attimo prima che si chiuda l'otturatore, aggiungendo una pennellata di luce sulla scena, ammorbidendo i contrasti e saturando i colori.
Affinche' il lampo non sia troppo presente e prevalga sulla luce ambiente, importantissima, e' necessario ridurne l'intensita' luminosa, effettuando una compensazione.
Ragionando in termini di stop, la compensazione sara' piu' o meno accentuata in relazione alla distanza del soggetto dal flash e alla sua tonalita' : si puo' arrivare compensare anche piu' di due stop se il soggetto e' molto vicino al flash o troppo chiaro.

Concludendo questo breve articolo su uno dei possibili utilizzi del flash in macrofotografia, voglio aggiungere che il miglior utilizzo del flash lo si ha quando un osservatore non riesce a percepirlo guardando la foto : solo in quest caso possiamo dire di essere stati veramente bravi!