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Pulire il sensore di una reflex digitale
Le fotocamere digitali, come tutti noi sappiamo, catturano l'immagine attraverso un chip sensibile alla luce (CCD o CMOS), che d'ora in avanti chiameremo genericamnete "sensore". Il sensore è costituito da milioni di fotositi, che in modo analogo agli alogenuri di argento presenti sulle pellicole, si "impressionano", catturando gli elettroni, il segnale passa nel convertitore A/D per essere trasformato in digitale, e viene quindi elaborato ed archiviato in memoria.
La superficie del sensore non è rinnovabile ad ogni scatto (cosa contraria succede con le SLR, dove la superficie fotosensibile, la pellicola, viene sostituita ad ogni scatto), ed inoltre, essendo alimentata tende a caricarsi elettrostaticamente, attirando su di sé la polvere che circola dentro il box specchio. Dopo qualche tempo e specie se si effettuano molti cambi di ottica, inevitabilmente della polvere si andrà a depositare su tale superficie (avvolte si possono trovare addirittura delle micro-
Nel documento seguente, andrò quindi ad illustrare come effettuare un ottima, facile e sicura pulizia della superficie sensore. L'applicazione della metodologia descritta in seguito è comunque da considerarsi sotto propria responsabilità, tenente conto che un possibile danneggiamento della superficie del sensore (come raffigurato nelle foto sottostanti), porterà inevitabilmente al decadimento dell'intervento in garanzia. Declino pertanto ogni responsabilità riguardante il danneggiamento accidentale della superficie del sensore o parti annesse, causato da una cattiva esecuzione della procedura di pulizia sotto descritta.
I risultati ottenuti con tale metodologia, sono prossimi ai risultati "da laboratorio". In caso di sporco tenace, si consiglia comunque l'invio della fotocamera ad un centro assistenza autorizzato.

Nella foto possiamo notare come la polvere si manifesta nelle nostre immagini.
Si può notare nelle foto sottostanti di sinistra, l'erosione effettuata a danno del filtro anti-
A mio avviso tale procedura è comunque da ritenersi molto sicura, se seguita alla lettera. Adottata per da molti fotografi, e molto economica (una volta spesi pochi euro per l'acquisto del necessario, vi dà la possibilità di eseguire la pulizia sempre ed ovunque), si trasforma in uno dei momenti più piacevoli che un fotoamatore o il professionista conoscano; quello dedicato alla cura amorevole della propria attrezzatura!
L'alternativa meno "fai da tè", ma anche meno economica, è quella di utilizzare prodotti pronti all'uso e dedicati alla pulizia del nostro sensore, come ad esempio il "Sensor Swab" ed il liquido Eclipse.
In qualsiasi modo decidiate di pulire il vostro sensore, questa guida resta comunque valida, vi invito quindi a leggerla attentamente e più volte, sicuro che dopo aver operato nel modo descritto, vi accorgerete che "è più facile a farsi che a dirsi". Buona lettura...

Sendore CCD rovinato
Cosa, dove e come procurarsi il necessario per la pulizia del sensore
Lista del materiale occorrente:
1. Pennellini in martora (nei negozi di “belle arti” , ferramenta o Cartoleria)
2. Prolunga scatto (per D100) (negozio di accessori fotografici)
3. Post-
4. Cartine per la pulizia dell’ottica (carta di riso) (negozio di accessori fotografici)
5. Elastici assortiti (Cartoleria)
6. Un paio di forbici (Cartoleria)
7. Pompetta per pulizia ottica o peretta per clistere o bomboletta di Co2. (Negozio di accessori fotografici / farmacia / www.micro-
8. Etere etilico liquido (farmacia / forniture per laboratori chimici)
9. Panno in cotone o Antistatico. (merceria o negozi di casalinghi,MaxiStores)
L'attrezzatura necessaria per la pulizia del sensore è di facile reperibilità, l'unico problema può nascere nel reperire l'etere etilico in farmacia; alcuni farmacisti vi potrebbero richiedere la ricetta medica. L'alternativa potrebbe essere quella di adottare l'alcool isopropilico, ugualmente sgrassante e meno volatile, o ancora il metanolo (o liquido Eclipse usato per la pulizia delle ottiche), tutti reperibili presso i fornitori per laboratori chimici (vedere Pagine Gialle).
Iniziamo dai pennellini, che devono essere di pelo di Martora, piatti e di misura n°0 (questo lo consiglio rotondo), n°5(o equivalente a 8mm, ovvero mezzo sensore circa), n°14 (o equivalente a 15,5mm, ovvero l'altezza del sensore). Se il pennello n°14 risultasse molto dispendioso, si potrebbe optare per un pennello con peli di Martoretta, ovvero Martora sintetica. Ricordatevi che i peli dei pennelli nuovi, in punta sono tenuti fra di loro da un leggero collante, che deve essere asportato con un meticoloso lavaggio a base etere etilico, acui seguirà un asciugatura con le cartine adoperate per la pulizia delle ottiche.
Una peretta per clistere o la classica pompetta per la pulizia delle ottiche (priva di pennellino terminale), o una bomboletta di gas Co2 reperibile all'indirizzo sopra descritto. A tal proposito, consiglio di non adoperare compressori di nessun tipo, perché anche se provvisti di filtro non assicurano un erogazione d'aria esente da umidità o ancor peggio, da particelle oliose derivanti dalle loro meccaniche.
Un paio di forbici ben pulite, una boccettina di etere etilico liquido (no nebulizzato), un contagocce ed una bella Reflex con il sensore pieno di schifezze...
Posizionate il tutto su un bel panno pulito, tenendo sempre a portata di mano la boccetta dell'etere, ed un appoggio dove posare il pennellino dopo la pulizia, che faccia in modo che le setole ricoperte dalla cartina non tocchino nessuna superficie (per evitare inquinamenti da polvere). Il panno lo consiglio in cotone rasato, in alternativa potete provare ad usare un panno antistatico.

Foto raffigurante il materiale al completo.
Sicuri di aver caricato bene la batteria e aver applicato saldamente la prolunga al pulsante di scatto, mettete la macchina in posa "B" o "Bulb", smontate l'ottica e premete lo scatto flessibile serrandolo per bene (se si opera con la D70 attivare la funzione "specchio su" dal menù impostazioni > specchio su > si, e premete il pulsante di scatto). A questo punto vedrete ribaltarsi lo specchio e aprirsi l'otturatore, lasciando libero accesso al sensore.
Date qualche soffiata con la pompetta, priva del pennellino terminale, o con la bomboletta di Co2, a tutto il box specchio, al sensore principale ed a quello dell'AF, che si trova nella parte bassa del box specchio; toglierete in questo modo possibili impurità che potrebbero compromettere una corretta messa a fuoco. Se utilizzate la peretta per clistere, fate attenzione a non toccare con la cannula la superficie del sensore, la bomboletta di Co2 va tenuta sempre in verticale e bisogna iniziare a soffiare fuori dal corpo macchina, prima di dirigere il getto d'aria sul sensore, tenendosi sempre a debita distanza. Ricordo che, operando in questo modo il sensore della D100 resta alimentato durante tutta l'operazione, da ritenersi dunque molto delicata rispetto alla stessa operazione di pulizia effettuata sulla D70, attraverso l'apposito comando "specchio su", che mantiene il sensore privo di alimentazione.
Nota dell'impaginatore: per altri modelli di reflex digitali fate riferimento al manuale, su molti apparecchi è presente un'apposita funzione "pulizia sensore", per effettuare la suddetta procedura.

Pulizia del sensore
Spostata la polvere più "grossa" dal sensore, andate a raccoglierla con molta cautela, tamponando delicatamente le superfici del box con un Post-

Uso del Post-
Dopo aver tamponato leggermente il lato destro,il lato sinistro, e la parte inferiore del Box, tamponate con più cura (non con più forza, e magari con un nuovo Post-

Pulizia della parte inferiore dello specchio
Se volete, potete completare il lavoro preparatorio alla pulizia del sensore, passando il pennellino n°0 o n°5 sullo specchio del sensore AF; quello che si chiude a "portafoglio" sotto lo specchio principale, quando questi è sollevato. Per far ciò, bisogna sollevare lo specchio principale dalla sua posizione di riposo, con le dita, delicatamente, così da poter scorgere lo specchietto AF (non applicare nessuna forza su di esso, è delicatissimo!!!).
Ricordate di pulire anche il centro della parte sottostante lo specchio-
Consiglio inoltre di non esporre il sensore alla luce diretta del sole, o a fonti di luce ad incandescenza in generale. Sconsiglio l'uso di lenti di ingrandimento (per scorgere eventuali granelli di polvere invisibili ad occhio nudo), onde evitare la concentrazione di raggi luminosi su di una delimitata parte del sensore, che se protratta per molto tempo potrebbe recare seri danni! Se vi è possibile, operate sotto una fonte di luce fredda, come quella prodotta dai neon.
Da qualche tempo vi sono in commercio delle torce a led bianchi, che emettono una luce fredda, da preferire alle suddette fonti di luce.

Risultato della pulizia del box specchio
Questo potrebbe essere il risultato di una buona pulizia del box specchio; la polvere che un tempo riposava minacciosa sul “vellutino” nero del box, pronta a saltare sul sensore quando meno te lo aspetti, adesso è ben ancorata sulla superfice collosa del Post-
Prepariamoci ad operare sul sensore
Prendete il pennello da 15,5mm (quello più grosso), e dopo averlo ben lavato con l'etere, avvolgetelo con la cartina, piegando la stessa in modo da creare 2 o più strati, che fungano superficie morbida ed assorbente, mantenendo più a lungo l'etere fra le setole del pennello e "ammortizzando" ulteriormente la pressione leggera, che applicherete sul sensore. Bloccate la cartina con un elasticho, e cercate di creare una piega della cartina, perfettamente piatta in corrispondenza della punta del pennello, evitando di toccare con le dita l'estremità della cartina, che andrà a diretto contatto con il sensore; le dita, per quanto pulite possano essere, rilasciano sempre residui di pelle morta e grasso.
Andiamo a spiegare passo per passo (vedi imamgine sottostante) come posizionare la cartina sul pennellino e quale tipo di pressione esercitare.
1. una volta piegata la cartina in due, e messa "a cavallo" delle setole del pennello, ripiegate un angolo verso l'interno
2. ripiegate l'altro angolo allo stesso modo del primo, facendo in modo che la larghezza della cartina piegata sulla punta del pennello, corrisponda all'altezza del sensore
3. vista frontale del pennello
4. vista posteriore del pennello
5. vista della pressione massima consigliata da applicare verso il sensore
6. stessa vista a setole scoperte

Preparazione del pennello
Tenete a portata di mano un supporto dove poggiare il pennello, in modo che mai tocchi il panno o altra superficie che potrebbe contaminarlo, cedendogli polvere. Imbevete quindi con 3-

Disposizione dell'etere sul pennellino
Iniziate da dove volete, da destra verso sinistra o viceversa; se state operando su una D70, il mio consiglio è quello di effettuare la prima passata da sinistra verso destra, per poi tirare lo sporco da destra verso sinistra, nel lato con più margine di fuga per il pennellino, evitando di accostare lo sporco sul lato destro, dove troveremo meno margine di spazio.
Ricordate di girare il pennello ed inumidirlo con etere per ogni passata, se la passata verrà effettuata con sicurezza e senza interruzioni durante il movimento, non lascerete nessun alone di evaporazione di etere sul vostro sensore.
Chi volesse procedere alla pulizia imbevendo il pennellino con l'alcool isopropilico, si renderà subito conto che l'evaporazione dello stesso risulta più lenta rispetto a quella dell'etere, dando così all'operatore più margine di tempo per effettuare con più sicurezza il passaggio del pennellino sul sensore, prima che le cartine si asciughino. A causa degli ultimi episodi di "morte per annegamento" dei sensori manutenzionati da alcuni utenti, consigliamo di non superare la dose di 3-

Passaggio del pennello sul sensore
Girate il pennello ed imbevetelo nuovamente di etere, effettuate l'altra passata nel senso opposto alla precedente. Se con due singoli passaggi il risultato non sarà perfetto, potete, una volta cambiata la cartina, effettuare degli altri passaggi; la cartina già usata potrebbe nascondere nella sua trama della polvere, che verrà rilasciata durante le passate a seguire, vanificando il lavoro compiuto fino a quel momento.

Seconda passata sul sensore
Se vi accorgete che nel perimetro del sensore vi è della polvere difficile da raggiungere con il pennello grosso, potete utilizzare il pennellino n°5 per effettuare una pulizia di "fino" sui bordi. Se in seguito vi accorgerete che il vostro pennellino n°5 ha lasciato degli aloni, ripassate una sola volta con il pennello grande, sempre ben inumidito e con cartina nuova, ed ogni alone sarà tirato via. Se invece si tratta di un singolo granello, lo potrete asportare sfiorando appena la superficie del sensore con il pennellino n°0, precedentemente lavato con etere etilico ed asciugato per evaporazione.
Per finire, consiglio anche di pulire lo specchio, sempre con il pennellino inumidito di etere, delicatamente, senza applicare forte pressione!

Il sensore lindo e pulito!
Concludendo
Come test finale, effettuate uno scatto (in Jpeg risulterà più facile da gestire) ad uno sfondo chiaro in tinta unica, come un foglio di carta, o ancora meglio il cielo (meteo permettendo), impostando il più alto valore di diaframma (chiuso al massimo). Non è necessario focheggiare, ma è consigliabile adottare una focale tele. Se avrete ancora grosse tracce di polvere sul vostro sensore, essa potrà essere localizzata anche utilizzando la funzione zoom sull'immagine in revisione nel display della fotocamera stessa.
Per una perizia più accurata, potete avvalervi di qualsiasi programma di fotoritocco o visualizzazione foto, che sia provvisto della funzione zoom. Ricordo inoltre, che se volete procedere ad asportare quel singolo granello di polvere visto nella foto, per esempio in alto a destra, tale granello andrà cercato sulla superficie del sensore nel punto opposto, in basso a sinistra.
Devo dire, che da un lato la pulizia del CCD sulla D100 risulta più agevole, dato che lo spazio lasciato intorno al CCD facilita la fuga del pennello, mentre sulla D70 hanno lasciato uno spazio attorno al sensore, ridotto rispetto a quello della D100. Dall'altro camto, si sente la mancanza di una funzione specifica di sollevamento specchio e l'apertura dell'otturatore in assenza di alimentatore di rete, come quella adottata sulla D70.
Precauzioni,consigli e….curiosità
Ricordo, che è buona norma non inalare direttamente ed in grosse quantità i vapori dell'etere etilico, tenetelo a debita distanza e chiudete il contenitore subito dopo l'uso! Se durante la pulizia vi accorgete che la stanza dove state operando inizia ad essere satura di vapori di etere, sospendete le operazioni e ventilate il locale in cui vi trovate.
Ricordate inoltre, di conservare l'etere in posti poco accessibili, corredando (ove sprovvisto) il contenitore di etichetta che ne evidenzi la pericolosità; prediligete posti privi di umidità e all'ombra, con temperatura stabile. Fate un controllo periodico del livello dell'etere, e se vi accorgete che tale livello è diminuito, sostituite il contenitore con uno più ermetico. L'uso dell'alcool isopropilico o del metanolo, risulta meno rischioso, ma non da sottovalutare, dato che si tratta sempre di solventi ad alto potere di evaporazione!
Operate, per quanto possibile, in una stanza priva di polvere e di correnti d'aria, e deumidificata. Non dimenticate di lavarvi le mani e la faccia, mettere un fazzoletto sulla testa, in modo da coprire i capelli, ed una mascherina di quelle reperibili in farmacia, per evitare il rischio che il respiro formi condensa dentro il box specchio.
Fra un passaggio ed un altro non posate la DSLR con il box rivolto verso l'alto, ma in verticale, in modo da diminuire l'accesso involontario della polvere che costantemente è in sospensione nell'aria!
Effettuate movimenti del corpo non troppo bruschi, in modo da evitare piccoli vortici di aria-
Non passate notti insonni tentando di togliere l'ultimo puntino visibile solo a zoom 500%, tanto la polvere che risiede fra le lamelle dell'otturatore mica l'avete tolta (e non tentateci nemmeno! Le lamelle in questione sono delicatissime!!!).
Non passate il pennello sul sensore a mo di "spatolina grattaghiaccio", con scopo di togliere una macchietta tenace, lasciatela li e quando possibile (pazienza!) spedite la vostra DSLR in assistenza. Se non avete reperito il materiale adeguato o avete timore di non riuscire, vi posso assicurare che procedendo comunque alla pulizia del sensore, le probabilità di recare danno allo stesso sarà esponenzialmente crescente con il tempo trascorso, nel decidersi ad operare o meno!
Dato che la prevenzione sta alla base di tutto, vi posso consigliare di tenere sempre ben pulita la vostra borsa, dove solitamente riponete tutta l'attrezzatura e, perchè no, vi invito a cercare un sacchetto di silica gel, ed alloggiarlo all'interno della stessa; attenzione a non confondete il silica gel con i sali che troviamo all'interno dei deumidificatori per ambienti, quelli a scatoletta per intenderci. Tali sali difatti hanno la proprietà di assorbire l'umidità dall'aria, ma la cedono sottoforma di liquido, che nel nostro caso si aggirerebbe minaccioso all'interno della borsa!
Se vi trovate a cambiare l'ottica in condizioni di vento, dategli le spalle, e se potete, fatelo all'interno di un bel sacchetto di plastica trasparente, da ripiegare e riporre nuovamente all'interno della vostra borsa per il seguente uso. Se siete nei paraggi della vostra auto, potrete sfruttare l'ambiente chiuso dell'auto, a patto che sedendovi non alziate la polvere che spesso riposa sui sedili. Non credo sia molto importante cambiare le ottiche a fotocamera spenta (per evitare cariche elettrostatiche sul sensore, che attirerebbero la polvere), dato che il sensore si alimenta soltanto al momento dello scatto ed è comunque coperto dall'otturatore.
Per non creare condensa all'interno della vostra DSLR e sopratutto sulla superficie del sensore (facendo incollare maggiormente la polvere già esistente), passando da un ambiente freddo ad uno caldo o viceversa (comunque, con un escursione di >10° C), non togliete subito la vostra DSLR dalla borsa in cui l'avete riposta, ma aspettate che questa prenda la temperatura dell'ambiente in cui vi trovate.
Ricordo a chi viaggia spesso in aereo, portandosi a seguito l'attrezzatura fotografica, che sia il liquido per la pulizia del sensore (che sia Eclipse, etere etilico, o altro solvente), sia la bomboletta di Co2 sono vietati!
Inoltre, si sente parlare spesso di DSLR appena acquistate e con già presenza di polvere sul sensore; a mio avviso molta della colpa ricade sul commerciante, che di solito adopera la DSLR esposta in vetrina, come dimostrativo, applicando svariate ottiche, dando in tal modo alla polvere la possibilità di fare ingresso in gran quantità all'interno del corpo macchina.
A tal proposito la Nital è venuta ancora una volta in soccorso a noi acquirenti finali, applicando un sigillo sulla pattina di chiusura di ogni confezione (marchio di Garanzia Nital), che ne garantisce il completo corredo (scongiurando la mancanza di CompactFlash, libri, DVD, manuali, che talune volte ho sentito lamentare a qualche acquirente) e fa sì che il prodotto pervenga "vergine" nelle nostre mani.
Riguardo alla "resistenza" del filtro al "niobato di litio", nella tabella della durezza dei materiali, dove il talco corrisponde ad un valore 0 e il diamante corrisponde ad un valore 10, il niobato di litio di cui è costituito il filtro anti-